martedì, gennaio 24, 2006

Il nuovo Bavaria 46

In un periodo in cui tutto aumenta c’è una cosa che diminuisce: le barche a vela. E’ notizia di questa settimana che la Bavaria ha fatto uscire un 46’ a 140.000 €. Si tratta di uno sloop di quasi 15 metri con quattro cabine e tre bagni. Ho visto le foto ed è pure bello, migliore degli ultimi modelli della casa tedesca. E’ ovvio che la qualità non è al massimo ma per chi deve farsi i suoi we e la crociera estiva nel Mediterraneo va più che bene. Tra l’altro a questi prezzi diventa anche interessante per il charter.

domenica, gennaio 22, 2006

Bimbi a bordo

Abbiamo ricominciato a portare fuori i bambini. Oggi uscita con equipaggio molto giovane Gaia (8 anni), Matteo (12 anni domani), Paolo (10 anni) e Cristina (6 anni). C’erano anche tre adulti ma quelli non contano. La cosa importante è stato aver visto partecipare alla navigazione e alle manovre questi giovincelli che speriamo continuino ad aver voglia di navigare. Per ora fanno la loro bella figura anche in una giornata come oggi che ci ha dato un bel ventone tra i 20 ed i 25 nodi da N/E.

Sito interessante

Navigando, questa volta in rete, ho intercettato un sito davvero interessante che voglio segnalarvi. Si tratta di un blog interamente dedicato all’ecologia e alla sostenibilità. Il sito è: www.blogeko.info. Si trovano un gran numero di informazioni e notizie su vari argomenti legati alla difesa dell’ambiente. La scansione è molto veloce e rappresenta una sorta di agenzia stampa su temi ecologici. Sono numerose, infatti, le notizie che giornalmente vengono rilanciate. Su questi argomenti ho una particolare sensibilità e vorrei tanto che la rete aiuti a far passare messaggi di attenzione all’ineluttabile degrado dell’ambiente dovuto a modelli di sviluppo incompatibili sia dal punto di vista ecologico che antropico.

sabato, gennaio 21, 2006

Incontro ravvicinato con le balene




E’ notizia di queste ore che una balena si è “infilata”nel Tamigi ed ora stanno cercando di farla ritornare in mare aperto. Mi viene in mente una delle più belle esperienze da me vissuta in barca, l’avvistamento di balene. E’ successo qualche anno fa quando navigavo da solo tra Ventotene e Troppa. Ho intravisto un movimento sull’acqua al quale non ho prestato particolare attenzione perché credevo fossero delfini. Avvicinandomi ho però notato che erano animali ben più grandi. Quando uno di questi ha tirato fuori la grande coda non ho avuto più dubbi erano balene. Che emozione e che gioia. Fortunatamente avevo con me a portata di mano una macchina fotografica con la quale ho scattato le foto che vedete. Sono foto belle ma che non danno minimamente l’idea di quanto fossero vicine e placide, erano tre, di cui una più piccola, forse un cucciolo. Si fa sempre più disperata la situazione dei nostri mari, la pesca intensiva, l’inquinamento, l’incuria stanno devastando le nostre coste ed i nostri mari

giovedì, gennaio 19, 2006

Una giornata da incorniciare

Oggi sono arrivato in cantiere alle 9,00. E’ stata una splendida giornata di sole primaverile. Ho lavorato ininterrottamente tutta la mattinata fino alle 14,00 ascoltando musica (Paolo Conte, Zucchero, Mozart). Lavoro, musica, sole è stata una mattinata magnifica. Dopo una sosta per il pranzo ho continuato e poi mi sono concesso un momento di svago. Da qualche tempo ho ricominciato a portare in barca il mio sax. Metto su il CD con le basi e poi ci suono sopra. Immaginate la situazione: il sole del tramonto, il suono del sax, il fiume che scorre lento sotto la barca. Uno degli interventi in un gruppo di discussione sulla nautica (http://groups.google.it/group/it.hobby.nautica) mi si faceva notare che nel costo della barca non avevo incluso il mio lavoro. Mi chiedo quanto dovrei scalare dal costo di Alisea per una giornata come questa.

E il sito va....

Il sito www.ilviaggiodialisea.it sta riscuotendo molto successo. Si è scatenata anche una discreta serie di discussioni in vari forum, segno che l’argomento ha qualche interesse. Specialmente su http://groups.google.it/group/it.hobby.nautica/ c’è un buon livello di interesse. Questa cosa oltre a rendermi molto felice, mi conferma che quello della autocostruzione specialmente di un barca in acciaio è una sorta di miraggio per molti. D’atra parte basta leggere alcune riviste di nautica tipo Bolina per rendersene conto.

mercoledì, gennaio 18, 2006

Sono ancora in classe

Ho cambiato classe, prima avevo una 5^ ora ho la 4^ della stessa sezione. Dovrebbero esserepiù piccole di un'anno ma alcune di loro hanno 19/20 anni, e si vede. Tutte ragazze solo un ragazzo di nome Whan, è cinese e non parla una parola di italiano. Sono misti in questa come in quasi tutte le classi, ucraine, cinesi, filippine, cilene. Da come si comportano non sembra ci siano prevenzioni razziste eppure a questa età sono molto aggressivi da questo punto di vista. Se parte una discussione sull'immigrazione si sentono gli stereotipi classici del pregiudizio, piperò in classe tutto ricomincia come prima, forse per ipocrisia o per abitudine. Hanno tutte i pantaloni calati sui fianchi, qualcuna ha scoperto l'ombellico. Un paio fano in modo di farmi vedere il culo, sono maliziose ma me lo taglio piuttosto di dare la soddisfazione a una di loro di fottere un prof. Piove, l'aula informatica è all'ultimo piano di un edificio del centro storico con una splendida vista sui tetti. Mi piace. Alisea oggi rimarrà sola ma nei prossimi giorni ho in mente di fare un po di lavori, il tempo migliorerà.

In classe

Sono a scuola oggi. In questo momento sono in aula informatica. Ho la mia classe davanti, loro fanno una ricerca, io li guardo, li riprendo, rispondo alle loro domande e me ne viene una: ma che faranno queti qui in futuro? Con la voglia (poca) che hanno di lavorare (ma chi ne aveva alla loro età), con le loro famiglie iper protettive, con i loro fidanzati gelisi (ho tutte ragazze e solo due boys). Non mi piacciono, senza esseree moralisti ma questi ragazzi non riescono proprio a piacermi. Spero per loro che cambino, per ora la vedo brutta "Professore posso andare in bagno?" "Vai pure". " che c'è tanto daridere laggiù?" "Mi scusi"

martedì, gennaio 17, 2006

La giostra delle parole

Mi innamoro delle parole. Mi fisso su una di esse e la ripeto in maniera ossessiva. Oggi adoro la parola “clemente”. Sii clemente, un tempo clemente oppure inclemente. Non sono cattolico, per la verità non sono credente affatto e quindi devo trovare una valenza laica al termine “clemente”. Nel frattempo mi piace il suono di questa parola. Quando ero studente all’Università di Salamanca mi ero innamorato di una parola che ancora adesso trovo essere tra le più eleganti della lingua spagnola “madera”: vuol dire legno. Materia, il legno è la materia per antonomasia, che immagine iconico evocativa ne deriva. La semiotica delle parole travalica l’uso, diviene pura estetica. Adoro navigare da solo, nelle lunghe notti solitarie al timone, spesso evoco un termine che poi diventa il mio mantra, mi aiuta a tenere sveglia la mente. Are Chrisna Are Chrisna, Cgrisna Chrisna Are Are. Un mantra vale l’altro, il mio, fatto di singole parole credo sia il mantra laico, ma non ne sono proprio sicuro. Aspetto con ansia l’arrivo dell’estate per poter di nuovo navigare da solo tra i flutti e le parole.

L'ambiente violato

Alisea è attraccata sul Tevere, il posto si chiama Fiumara grande, il cantiere Tecnomar. Questa posizione è sicuramente scomoda per tutta una serie di motivi (sovraffollamento, problemi di uscita o rientro con libeccio, lontananza da isole o coste di qualche interesse ecc.). Ha il pregio di costare poco e di essere vicino a Roma. Fiumara è anche un posto privilegiato per monitorare il livello di degrado ambientale e di inquinamento della zona. Se si guarda lungo le banchine in acqua si trova di tutto, bottiglie di plastica, milioni di cotton fiock, bombole del gas, secchi, e chi più ne ha più ne metta. Ieri ho visto un addetto del cantiere che rovesciava una carriola di vernice e di olio barattoli vuoti. Ovviamente pur essendo vuoti a contatto con l’acqua hanno fatto uscire la vernice e l’olio di cui erano sporchi e comunque erano pur sempre barattoli gettati in un fiume in prossimità della foce. Quando navighiamo ci accorgiamo di quanto sia inquinato il nostro mare, tutti questi rifiuti galleggiano anche a largo e la scena è davvero desolante. Ho fatto notare all’operaio in questione che quello non era certamente un comportamento corretto, ho rilevato la sua meraviglia e la risposta è stata desolante:”Ma so solo barattoli vuoti”. Non ho aggiunto altro, non sarebbe servito a nulla. La coscienza ecologica di questo paese è a livelli talmente minimi che ormai anche chi, come me, ha a cuore il problema comincia a rassegnarsi.

lunedì, gennaio 16, 2006

Il mio sito web

Il sito www.ilviaggiodialisea.it sembra piacere. I primi feedback sono stati molto positivi e questo mi fa doppiamente piacere. Da una parte sono contento per il fatto in se, vorrei proprio che il sito serva da veicolo per questa esperienza dall’altra sono molto felice dei progressi che ho fatto nel costruire il sito. Fino a poche settimane fa ero totalmente incapace di concepire, costruire e pubblicare un sito, oggi sono uscito con questa “cosa” qui che ai più esperti sembrerà anche molto semplice, nulla a che vedere con quello che si pubblica adesso con tutti gli effetti speciali e le diavolerie della moderna informatica. A me però sembra già una specie di miracolo aver fatto 14 pagine piene di informazioni che spero serviranno a qualcuno ed interesseranno altri. Metterò un contatore per sapere quanti visitatori avrò, speriamo di non rimanere deluso.

Finalmente in rete

Dopo lunghi travagli il sito di alisea www.ilviaggiodialisea.it è finalmente in rete. Sarà perfezionato e integrato con le avventure ed i viaggi di Alisea, del suo equipaggio e di tutti gli amici che vorranno unirsi a noi.

domenica, gennaio 15, 2006

Grande giornata di vela in famiglia

Insomma, oggi per poter uscire con Alisea mi sono fatto sostituire come tattico su Lunatica nell’odierna regata di Campionato Invernale a Fiumicino. Risultato Lunatica fa un 1° ed un 3° posto. La domanda a questo punto sorge spontanea; ma non sarò io che facevo andare male Lunatica? La risposta è articolata. 1) Io faccio il tattico sui bastoni perché non abbiamo nessuno meglio di me al momento ma non sono un tattico da bastoni. 2) Il buon armatore ha finalmente mollato il timone a uno che la barca la sa portare. 3) I prodieri oggi hanno regatato con poco vento per cui le cappellate sono necessariamente impossibili. Sono andato a trovarli sul campo di regata tra la prima e la seconda e li ho visti bene, dell’equipaggio originale c’è rimasto solo Carlo a prua, l’armatore che si è spostato alla randa, gli altri erano tutti nuovi. Che dire, io mi sono divertito da morire con mia moglie Marina e mia figlia Gaia che a 7 anni si è tolta la soddisfazione di stare al timone di Alisea lungo le 3 miglia di fiume sia all’uscita che al rientro. Per quanto mi riguarda le regate sono solo le lunghe, per cui aspetto la “Roma per Tutti”, la “Roma Giraglia”, la “Anzio/Ponza/Anzio” ed eventualmente la “Carthago” per rifarmi.

Laura Zolo velista


Mi piacciono le persone come Laura Zolo, le donne, le veliste come Laura Zolo. Coraggiosa, determinata sempre proiettata verso il proprio sogno. Ha portato a termine una grande impresa e ne ha tratto un libro che ho ritenuto interessante e che mi piace porre all’attenzione di chi abbia l’ardire di leggere queste righe. Si intitola Oltre l’orizzonte. “7Rose” è la barca che l’autrice Laura Zolo ha recuperato in una spiaggia di un’isola dell’arcipelago di Capo Verde dove si era arenata. L’autrice la rimette in condizioni di solcare gli oceani ed intraprende la sua vita di navigazione a tempo pieno. Durante la sua navigazione decide di ripercorrere l’esplorazione della scoperta del Nuovo Mondo. Un lunga e difficile navigazione con partenza da Venezia, dove l’autrice deve superare terribili burrasche, nebbie ed iceberg. Fanno parte dell’equipaggio anche due simpatici cani, Sultan e Stella. Con determinazione e una grinta degna dei grandi marinai, la giovane skipper, autrice di questo avvincente resoconto, porterà a conclusione la sua “immersione” approdando prima in Nuova Scozia e poi a New

sabato, gennaio 14, 2006

Sidney - Hobat

Si è svolta nei giorni a cavallo con il Capodanno, la tradizionale e prestigiosa regata di chiusura dell’anno, la Sidney-Hobat. Questa regata si è conquistata le prime pagine dei giornali, come spesso accade nella vela, quando, in una delle recenti edizioni si è abbattuta sul gruppo di barche partecipanti una tremenda depressione che ha causato numerosi naufragi e qualche vittima. Quest’anno ha vinti il maxi “Wild Oats XI” Un exploit davvero notevole quello del nuovo maxi di 30 metri “Wild Oats XI” nella 61° edizione della “Sydney-Hobart”, prestigiosa regata d’altura dall’Australia alla Tasmania. L’imbarcazione condotta da Bob Oatley e Mark Richards, infatti, non solo si è aggiudicata la vittoria in tempo reale stabilendo il nuovo record della regata con il tempo di 1 giorno, 18 ore e 10 minuti, ma ha ottenuto il primo posto anche nella classifica Irc in tempo compensato. Un successo esaltato anche dall’acceso duello con la gemella “Alfa Romeo” dello skipper neozelandese Neville Crichton, giunta al secondo posto sia in tempo reale che compensato.

venerdì, gennaio 13, 2006

Grande Isabelle

Ci sono diverse notizie anche molto importanti sulla vela in questi giorni ( si pensi solo al fatto che è in corso un’appassionante Volvo Race di cui parlerò in un prossimo intervento) ma a me piace parlare di Isabelle Autissier. E’ la velista francese che fu salvata nell0ceano Antartico da Soldini alcuni anni fa. Isabelle è partita per una navigazione interessante, impegnativa e sicuramente degna di nota. Dopo l’articolo di Cino Ricci sulle donne a bordo a cui ho dedicato un intervento, mi fa piacere segnalare attraverso lo scritto di un articolo della rivista Bolina, la storia di questa impresa di mare che sgombra il campo sulle capacità delle donne (non italiane purtroppo) di andare per mare.
“La celebre velista francese Isabelle Autissier è partita domenica 8 gennaio da Ushuaia, Terra del Fuoco, a bordo del veliero “Ada 2” alla volta del Polo Sud per una esplorazione scientifica. Partita domenica 8 gennaio da Ushuaia, Terra del Fuoco, a bordo del veliero “Ada 2” (un 15 metri di alluminio) la celebre navigatrice francese (ha al suo attivo quattro giri del mondo in solitario) affronterà la navigazione polare in compagnia dello scrittore Erik Orsenna con il quale realizzerà un libro sull’esperienza, il cineasta Joël Calmette che si occuperà di registrare un documentario della spedizione, l’ornitologo Fabrice Le Bouard con il compito di osservare la fauna australe e altri due skipper esperti di ghiacci, Agnès Pourredon e Olivier Mesnier.Prima tappa della spedizione è l’isola di Elephant, situata a Nord della penisola Antartica, è qui che l’esploratore inglese Shackleton sopravvisse per alcuni mesi con il suo equipaggio dopo che la sua nave, la Endurance rimase intrappolata tra i ghiacci antartici il 27 ottobre del 1915.In funzione delle condizioni meteorologiche e delle esigenze scientifiche della missione coordinate dal Cnrs (), “Ada 2” farà rotta verso il mare di Weddel con scali previsti a Port Locroy, Baie Margherite, l’isola di Re Giorgio e l’isola Deception.”

mercoledì, gennaio 11, 2006

Benedetti ragazzi!!

Oggi è ricominciata per me la scuola. Credo di aver maturato ormai definitivamente l’opinione che su Alisea, inteso come mondo ideale, non farei salire nessuno dei miei alunni e gran parte dei miei colleghi insegnanti. Il preside si, lui mi piace, è una persona seria, misurata, ragionevole, gentile. Lo scorso anno qualche alunno buono l’ho avuto, quest’anno no, proprio non ci siamo. Non credo però che sarà un a grande perdita per me e non credo che sarebbero saliti comunque su Alisea di loro sponte. Resto dell’idea che per fare un salto di qualità ci vorrebbe uno scatto d’orgoglio, di impegno e di crescita culturale che questi ragazzi non sanno darsi da soli e nessuno in questa società (dalla famiglia alla scuola alle istituzioni) vuole o può o sa dargli. Mi è arrivato finalmente l’accredito del dominio sul nuovo server per cui da qui a breve (spero molto presto) pubblicherò il sito www.ilviaggiodialisea.it.

lunedì, gennaio 09, 2006

Donne a bordo, cosa ne pensate?


Nel 1997 Cino Ricci, il noto skipper “papà” della prima spedizione italiana all’America’s Cup con Azzurra, scrisse un articolo sul mensile Bolina sulla presenza delle donne a bordo. Ve lo ripropongo sperando che qualcuno voglia esprimere un’opinione in merito.

Mi hanno chiesto più volte perché, nel formare un equipaggio, non mi sono mai rivolto a elementi femminili. Tra i velisti c’è una remora mentale, tipicamente mediterranea, nei confronti delle donne. E io stesso le considero persone più da coccolare che da comandare. Nella vela sportiva la scelta dell’equipaggio si fa sempre alla ricerca del meglio, ed essendo poche le donne che la praticano, le loro chance sono minime. Le donne a bordo portano sfortuna? Non ci credo, ma so che quando a bordo c’è una donna, bella o brutta che sia, tutti la guardano e si scatenano gelosie: gli uomini vengono portati a gareggiare per mettersi in mostra, rompendo quell’equilibrio del- l’isola piccola che è una barca. Una donna che a bordo parla più con uno, piuttosto che con un altro, può scatenare situazioni incontrollabili. Noi italiani, poi, non siamo duri d’animo, per cui, a bordo finisce per venir meno anche la regola fondamentale “una mano per te e una per la barca”, alterandola in “una mano per te, una per la barca e una per la donna”. Non abbiamo tre mani e quindi, prima o poi qualcosa non funzionerà. Altro che sfortuna! Se c’è una donna a bordo, qualcuno si sentirà in dovere di proteggerla, portare i pesi per lei, evitare a ogni costo che lei soffra. Immaginate di essere a prua, con vento forte, mentre tirate giù un genoa. Se avete vicino una ragazza che soffre, dedicherete inevitabilmente un occhio anche per lei.Abbiamo visto che un equipaggio di donne è arrivato in finale per la Coppa America: quelle ragazze erano allo stesso livello degli uomini. Ci sono Isabelle Autissier, Catherine Chabaud, che corrono ad altissimi livelli nel Vendée Globe, il giro del mondo senza scalo. Queste donne non hanno nulla di meno, come tecnica, dei velisti di sesso maschile. Per andare a vela non occorre forza bruta, lo dimostrano due ragazze assolutamente normali come la stessa Autissier, che alza una randa di un 60 piedi, o la Florence Artaud, capace di far corre un catamarano a 25 nodi.Ma evidentemente queste sono eccezioni, perché a me non è mai capitato di incontrare donne italiane che sanno davvero andare in barca. Ho sempre avuto a che fare con ottime deriviste, ma senza alcuna cognizione della navigazione d’altura. Forse sono stato sfortunato, ma finora ho conosciuto solo veliste che non hanno nessuna voglia di soffrire. Inoltre mi hanno sempre dato fastidio quelle donne veliste che approfittano dell’appartenenza al sesso femminile per creare curiosità intorno a loro. Gli equipaggi di ragazze che ho incontrato finora in Italia si sono tutti barricati dietro il fatto che essendo del sesso femminile non sono tenute a far emergere altre qualità che hanno sicuramente.

domenica, gennaio 08, 2006

Il Pietro Micca


Alisea è ormeggiata presso il Circolo Nautico Tecnomar nell’ultimo tratto del Tevere. Sulle stesse banchine si trova il Pietro Micca, la più antica nave a vapore d’Italia. E’ un pezzo di storia della marineria nazionale e voglio segnalarvela come una possibile meta per visitare questo luogo incantevole che è la Fiumara e in particolare questa nave. Il testo che segue è tratto dal sito della Tecnomar.

“Il Pietro Micca è la più antica nave commerciale italiana a vapore a triplice espansione, ancora in classe, ed il suo stato di conservazione la rende unica. Fino al 1993 ha svolto una regolare attività portuale, facendosi largo tra i moderni rimorchiatori. E' nato come piroscafo Rimorchiatore d'alto mare nei Cantieri Rennoldson & Son a Southshields, Newcastle (GB), dove è stato varato. Nel 1905 è stato iscritto nel Registro del Compartimento Marittimo di Napoli, come pirorimorchiatore goletta ed in questa città ha trascorso gran parte della sua esistenza.Il suo mondo di lavoro consiste in navi e marittimi provenienti da paesi anche lontanissimi, i quali portano con sé merci, storie e leggende.
Sul ponte di questo fiero scafo da lavoro, una cima spezzata può significare la fine di una vita, ed un rimorchio non correttamente effettuato porta al repentino capovolgimento del bastimento. Di questi ricordi si nutre la memoria di un rimorchiatore ultracentenario.

Di certo il Pietro Micca non è ancora in pensione. All'inizio del 1996 è stato acquistato dalla "Associazione Amici delle Navi a Vapore G. L. Spinelli" e salvato da sicura demolizione. Dopo essere stato riarmato, si rende ancora oggi protagonista d'attività culturali, didattiche, scientifiche ed ambientali.Il Pietro Micca è sempre pronto a prendere il mare per guadagnarsi il proprio futuro, testimonianza storica delle tecnologie di un tempo.”

Veleggiando su Alisea

Ci sono momenti in cui ti rendi conto di quanto lavoro è stato fatto intorno ad un progetto. Oggi è uno di quei gironi. Siamo usciti con Alisea, finalmente liberi da qualsiasi limitazione. Su randa, su genoa e Alisea ha preso il volo. Libera da tute le sue zavorre ha rincorso il vento per un paio di ore regalandoci sensazioni stupende. La barca c’è, è potente, ben messa in acqua e con una linea molto aggraziata considerando che si tratta di una barca in acciaio. Facevano parte dell’equipaggio Marina, mia moglie, Matteo, mio figlio, Pino e Carlo. MI ha fatto molto piacere vedere Marina che ha apprezzato la barca. E’ per andare con la mia famiglia che è stata costruita e sapere che risponde pienamente anche alle sue aspettative è per me molto importante. Abbiamo fatto bordi davanti al litorale di Ostia con 10/12 nodi di levante/scirocco e mare piatto. Ci siamo ripromessi di provare le prestazioni di Alisea con mare più formato. Comunque ci siamo, siamo sulla strada giusta, da domani si ricomincia a lavorare per terminare gli interni poi mancheranno alcuni dettagli in coperta e per la primavera saremo pronti a partire.

La costruzione di Alisea






Questa mattina stavo dando una sistemata alla bozza del sito di Alisea che aspetto di poter mettere in rete. Ho visto ancora una volta le foto della costruzione della barca e mi sembrava interessante poterle condividere con voi. La prima foto ritrae lo scheletro con le ordinate ed i correnti posizionati. Nella seconda foro si vedono le lamiere saldate sopra lo schel
etro. Poi si vede la barca posizionata sul camion che la trasporterà a Fiumicino. Qui la barca viene verniciata, vengono montate le attrezzature di coperta e gli oblò. Poi si effettua la verniciatura finale e la barca è pronta per il varo. E’ un lavoro pazzesco, esaltante ma che sfinisce nel fisico e nll’animo. Ma alla fine appaga come poche altre cose. Se avete domande, curiosità o altro da chiedere sono qui.

sabato, gennaio 07, 2006

Freddo freddo freddo....

Un freddo cane, un gelo assoluto. Questa mattina appuntamento al porto di Ostia col prode Pino per lasciare una macchina e andare a Fiumicino in cantiere a prendere Lunatica e portarla al porto. Il ponte levatoio si alza alle 8,30 per cui eravamo in barca mezz’ora prima. La coperta era tutta…coperta di ghiaccio e spirava un vento gelido da levante. Abbiamo aspettato che si levasse il ponte e nel frattempo ho cercato una cerata per coprirmi un po, fortuna che c’era altrimenti non so come avrei potuto fare. Quando stavamo per lasciare l’ormeggio ci siamo accorti che c’era bassa marea e la deriva toccava il fondo melmoso del fiume. Ho manovrato prima indietro poi avanti per un po e siamo usciti. In mare era anche peggio, il vento si è rinforzato e il freddo era quasi insopportabile. Per fortuna sono solo 4 miglia. Il resto della giornata è trascorso a fare lavori su Alisea. Va molto bene, sono contento. La temperatura è andata man mano aumentando fino a diventare quasi primaverile. Sono ormeggiato a finaco a Regina, un 65 piedi di Brce Roberts in acciaio con bandiera australiana. A bordo c'è Ivette, la ragazza che mi ha soccirso quando sono caduto. Per caso è una fisioterapista. Ha trascorso il capodanno a Positano, beata lei. E’ venuto il velaio a portare l’easy bag ma era troppo piccolo così se l’è riportato via e dovrà fare un’aggiunta, tornerà lunedì. Forse domani tutta la famiglia sarà a bordo e faremo un’uscita. Finalmente tutti insieme, sarà un evento.

venerdì, gennaio 06, 2006

Liberi

I rapiti dello Yemen sono liberi. Finalmente finisce questa storia brutta. Io ho un debole per questo paese e un rimpianto. Nel 1990 sono stato fermato all'aeroporto quando stavo per imbarcarmi. Era scoppiata la guerra nel golfo e l'ambasciata in Yemen ha bloccato ttte le pertenze. Così sono rimasto con il visto sul passaporto e la gran volgia di visitare questo paese. Presto ci andrò, magari il prossimo anno.

La befana

E’ il giorno della befana. Ci sono già le calze davanti al camino ma i bambini ancora dormono. Ieri Alisea era attraccata vicino ad una barca che aveva il comignolo sulla tuga. Presumibilmente ci sarà stata una stufa a carbone o a legna e così mi è venuto in mente che magari il prossimo anno saremo in qualche mare esotico a dicembre e metteremo le calze davanti alla tuga. I bambini saranno contenti lo stesso ma io lo sarò ancora di più. Ho l’umore a mille dopo l’uscita di ieri e non vedo l’ora di tornare in barca per pulire e continuare a predisporre i rieletti. Se gira bene forse potremmo andarci oggi tutti con ramazze e aspirapolvere, il tempo è splendido finalmente dopo giornate fredde e piovose.

giovedì, gennaio 05, 2006

E mare fu!!

Finalmente in mare. Non mi sembrava vero, finalmente al timone di Alisea. Diciamo subito che si è comportata egregiamente. Non che abbia fatto chissà che ma a motore è risultata potente e a vela con solo genoa leggero e con 7/8 nodi di vento facevamo tranquillamente tra i 5 e i 6 nodi, sensazionale. Avevo la sensazione che mi avrebbe dato belle soddisfazioni ma non avrei ma immaginato che con venti leggeri sarebbe andata così bene. Certo la prova è stata parziale ma credo che ci siano le condizioni per avere grandi soddisfazioni. C’è da mettere a punto l’insonorizzazione che con giri alti è risultata scarsa. Il resto della giornata è stata buona, ho continuato a montare l’isolante e predisporre i supporti per i rieletti. Spero di avere il tempo in questo we per dargli una bella pulita. Il lato negativo continua ad essere la verniciatura. Mi ero ripromesso di aspettare la bella stagione ma la barca a questo punto fa talmente schifo che dovrò prendere provvedimenti. Tra le notizie del giorno c’è questa storia dei sequestrati nello Yemen che è davvero strana. Normalmente si risolve tutto in poco tempo, qui sembra che si stia incattivendo tutto. Credo che dipenda dal fatto che il governo Yemenita vuole mettere un freno a questi sequestri e quindi non sia può disposto,. Come in passato, a trattare con i sequestratori. Sharom è in coma e questa è una notizia inquietante. Ancora una volta un fattore destabilizzante in medio oriente. Chissà cosa ne verrà fuori. A me sulla questione palestinese viene da pensare che se adesso i palestinesi ottenessero quello che hanno rifiutato nel ’48 farebbero salti di gioia e questa è comunque una sconfitta per il menodo arabo anche se la nascita dello stato di Israele per come è avvenuta è stata una cosa indegna.

mercoledì, gennaio 04, 2006

Ottima giornata!!!!

Giornata proficua. Ho fatto un bel po di lavori in barca. IN effetti sono alcuni giorni che va meglio. In questa faccenda della costruzione della barca le cose sono sempre andate così. Un giorno va bene un altro ti sembra che sarai destinato al fallimento. In questi giorni sto andando come un treno. Ho montato il bagni di poppa, Ho provato quello di prua per il quale aspetto che venga il falegname a finire gli armadietti per poter montare il wc definitivamente, ho messo l’isolante ai rieletti del quadrato ed ho completato il montaggio di due maniche a venato sulla tuga. Non male. Domani voglio cominciare a chiudere i rieletti, da qui ad un paio di mesi la barca dovrà essere finita poi ci sarà da aspettare il tempo buono per montare il trademaster e dare un’ultima verniciata. Mentre lavoravo mi sono sentito tutta tiritera sul passaggio di Cassano al Real. Per me è stata una liberazione, che vada pure e buona fortuna, a Roma e nella Roma non ha lasciato traccia. L’altro dibattito in corso è quello sulla storia di bancopoli. A me fa girare molto le palle il fatto che ci sia di mezzo anche Unipol. Se almeno a sinistra non si adottano rigorosi comportamenti etici, non c’è speranza. Cosa c’entra tutto questo con la nautica? Nulla ovviamente ma lo avevo detto che avrei parlato a ruota libera e così mi vengono in mente anche le cose che ho sentito per radio mentre ero immerso nella pancia capiente di Alisea. Il fiume (Tevere) è gonfio ed io non mi posso muovere per non rischiare di non poter risalire la corrente per cui si lavora a pieno ritmo. Per il fine settimana spero proprio di uscire sia con Alisea che on allenamento con Lunatica. Staremo a vedere

martedì, gennaio 03, 2006

Ricominciano le regate

Ricominciamo. Dal 15 gennaio riprendono le regate del Campionato Invernale di Fiumicino (www.cvfiumicino.it). Ho saltato le ultime regate prima della sosta natalizia per un incidente (mi sono fratturato tre costole cadendo in barca). Adesso sono pronto a ricominciare. Non che muoia dalla voglia di riprendere a regalare, ma è un modo per andare in barca, stare con gli amici e confrontarsi tecnicamente. La barca con la quale corriamo (www.lunaticasail.it) dovrebbe essere molto competitiva ma la vela è una cosa complicata. Non basta la barca veloce, c’è bisogno di ottimizzarla (regolare l’albero, perfezionare l’attrezzatura di coperta, predisporre le vele giuste, lavorare sulle appendici). E poi c’è l’equipaggio. Ci vogliono persone capaci e specializzate nei vari ruoli ed affiatare il gruppo. Insomma è un lavoro lungo e faticoso. A me non piace molto il clima delle regate a bastone (quelle tipo Coppa America per capirci). Preferisco le lunghe. Sono regate su percorso di molte miglia che durano diversi giorni, a volte anche una settimana. In queste regate bisogna avere altri tipi di attitudini. Si deve essere preparati psicologicamente e saper gestire lo stress delle lunghe navigazioni in condizioni tra le più diverse. Durante una stessa regata si può andare dalla calma piatta con ore di attesa che arrivi il vento, alla burrasca magari di notte dove serve l’esperienza e la capacità di gestire situazioni di grande impegno psicofisico. Insomma roba da marinai navigati. In effetti io più che un velista mi definisco un marinaio. Ho abbastanza esperienza per gestire lunghe navigazioni e godermi la bellezza dell’andar per mare. Non ho altrettanta competenza, passione e pazienza per star dietro a tutti i piccoli dettagli che servono a far andar al meglio una barca. Alisea non è una barca da regata, serve a navigare, a vivere il mare in tutta la sua pienezza e questo è quello che mi piace fare. Comunque sia il 15 si riparte. La barca adesso è in cantiere per la messa a punto e le modifiche necessarie ad ottimizzare alcune manovre. Domani o giovedì sarà di nuovo a disposizione e si vedrà se adesso va meglio. Nel frattempo aspettiamo le vele nuove che completeranno il corredo. Saranno cinque regate tiratissime dopo di che la barca andrà di nuovo a terra per altri lavori e per prepararla finalmente per le lunghe di primavera, ma questo è un altro capitolo.

lunedì, gennaio 02, 2006

Tutti a bordo


Alisea è una barca in acciaio di 14 metri che sto terminando di costruire. La sua storia e le vicende che ne hanno caratterizzato la genesi verranno descritte man mano in questo blog e sono testimoniate con dovizia di particolari e di foto sul sito www.ilviaggiodialisea.it di prossima pubblicazione. Sono nella nautica praticamente da sempre anche se solo da alcuni anni riesco a dedicare alla barca il tempo che necessita e che mi fa piacere trascorrere a bordo. Dopo una serie di barche in vetroresina sono passato all’acciaio che è un materiale molto particolare con specifiche tecniche che lo rendono poco apprezzato in Italia dove i marinai d’altura sono davvero pochi anche tra i possessori di barche. Si preferisce restare in banchina o navigare poche ore al giorno per rientra prontamente in porto. In queste condizioni la robustezza della barca è l’ultimo degli elementi che viene preso in considerazione quando si sceglie la barca. Contano l’estetica, l’elettronica e poco altro. Alisea è diversa, è solida, molto marina, con pochi fronzoli e tanto spazio per vivere a lungo a bordo. L’idea è quella di partire per un lungo viaggio. All’inizio lasceremo la barca nei vari porti del Mediterraneo dove ci capiterà di arrivare durante le crociere estive. Poi chissà, l’idea è quella di aumentare sempre più le occasioni di vivere a bordo fino a trascorrere anche lunghi periodi. Non mi dispiacerebbe far prendere ai miei due piccoli (l’altro ha ormai preso il volo e se vuole ci può raggiungere) un anno sabbatico da scuola facendoli studiare a bordo e facendo un giro del Mediterraneo alla scoperta delle antiche civiltà. E’ solo un sogno? Non lo so magari si ma se non si sogna e se non si lavora affinché i sogni possano diventare realtà sicuramente nulla può accadere. Io lavoro in questa direzione, poi si vedrà. Mi piacerebbe che questo blog diventasse un punto di riferimento per tutti coloro che amano la vela e che dai commenti che riceverò ne nascano spunti di riflessione sull’andar per mare. Non scriverò solo di vela, però. Tratterò anche di altre cose perché su Alisea sale anche buona musica, buana letteratura, buon vino, buon cibo e tutto ciò che di buono c’è nella vita.

domenica, gennaio 01, 2006

Il primo post

C'è sempre un primo post e questo è il mio. Il mondo di Alisea è il mondo onirico dei desiseri, delle speranze e delle illusioni. Un mondo che vuole però diventare reale intorno ad una lucida follia, Alisea appunto. Dire che è una barca è riduttivo. In effetti rappresenta tutto ciò che voglio dalla vita, imbarcare su questa moderna arca le cose, le persone, le idee, i valori in cui credo e partire per un viaggio di cui si sa solo il giorno ed il luogo di inizio. Fanno parte di questo viaggio anche informazioni e notizie sul mondo della vela ed in particolare sul popolo del mare, opinioni sui fatti del momento, racconti mei e di altre persone. Questo blog si unisce al mio sito personale www.ilviaggiodialisea.it che sarà in rete a partire da gennaio 2006.