La giostra delle parole
Mi innamoro delle parole. Mi fisso su una di esse e la ripeto in maniera ossessiva. Oggi adoro la parola “clemente”. Sii clemente, un tempo clemente oppure inclemente. Non sono cattolico, per la verità non sono credente affatto e quindi devo trovare una valenza laica al termine “clemente”. Nel frattempo mi piace il suono di questa parola. Quando ero studente all’Università di Salamanca mi ero innamorato di una parola che ancora adesso trovo essere tra le più eleganti della lingua spagnola “madera”: vuol dire legno. Materia, il legno è la materia per antonomasia, che immagine iconico evocativa ne deriva. La semiotica delle parole travalica l’uso, diviene pura estetica. Adoro navigare da solo, nelle lunghe notti solitarie al timone, spesso evoco un termine che poi diventa il mio mantra, mi aiuta a tenere sveglia la mente. Are Chrisna Are Chrisna, Cgrisna Chrisna Are Are. Un mantra vale l’altro, il mio, fatto di singole parole credo sia il mantra laico, ma non ne sono proprio sicuro. Aspetto con ansia l’arrivo dell’estate per poter di nuovo navigare da solo tra i flutti e le parole.

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